Come si calcola il punto di pareggio
Il punto di pareggio (break-even point) è il volume di vendite in cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi: sotto si è in perdita, sopra si inizia a guadagnare. Ogni unità venduta contribuisce a coprire i costi fissi con il suo margine di contribuzione, cioè prezzo meno costo variabile.
Quantità di pareggio = costi fissi / (prezzo − costo variabile unitario)
Fatturato di pareggio = quantità di pareggio × prezzo
Esempi svolti
| Attività | Costi fissi | Prezzo | Costo variabile | Pareggio |
|---|---|---|---|---|
| Prodotto fisico | 30.000 € | 50 € | 20 € | 1.000 unità (50.000 €) |
| Software in abbonamento | 30.000 € | 50 € | 0 € | 600 abbonamenti |
Cosa mettere nei costi
- Costi fissi: non cambiano con le quantità vendute, come affitto, stipendi, assicurazioni, software, ammortamenti.
- Costi variabili: crescono con ogni unità, come materie prime, imballaggi, spedizioni, commissioni di pagamento e provvigioni.
- IVA esclusa: prezzi e costi vanno inseriti al netto dell'IVA.
Come abbassare il punto di pareggio
- Aumentare il prezzo: con prezzo 55 € invece di 50 € l'esempio scende da 1.000 a circa 858 unità.
- Ridurre i costi variabili: migliori condizioni dai fornitori aumentano il margine su ogni vendita.
- Contenere i costi fissi: utile soprattutto nella fase di avvio.
Il margine di sicurezza indica quanto possono calare le vendite prima di andare in perdita: con 1.300 unità vendute e pareggio a 1.000, è del 23%.
Domande frequenti
Il punto di pareggio vale per sempre?
No: cambia ogni volta che cambiano prezzi o costi. Conviene ricalcolarlo almeno a ogni revisione del listino e quando si assume personale.
Che legame c'è con il margine?
Il margine di contribuzione unitario è la base del calcolo; per il margine percentuale e il ricarico usa il calcolatore del margine.